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Vicenda sottostante la decisione della Corte di Appello di Napoli n. 57/2020, appartamento in via Strettola, Casalnuovo (NA), parco “Ginestre”, fabbr. “E” int. 2, che, al rogito[1] non era e non é” commerciabile.

Anni precedenti al 1990 tutto avvenne in sommersa illegalità;

L’ente di culto “Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti”, affidò a tecnici di una società di costruzione (cui successivamente affiderà la realizzazione di una permuta per la trasformazione della proprietà di suolo in appartamenti) la progettazione sul suolo agricolo di proprietà, in via Cupa dei Romani (oggi via Romano Strettola Casalnuovo (NA) di un piano di lottizzazione convenzionata, che prevedeva la edificazione di sette edifici, per un totale di 135 appartamenti e standard urbanistici.

Tutto fu portato avanti anche se la Confraternita non poteva non sapere che non era possibile edificare massicciamente il suolo, in precedenza area di sedime di scarti di costruzione che incontrollatamente avevano colmato precedenti cave di tufo sotterranee di sua proprietà sicchè era impossibile autorizzare legalmente una massiccia edificazione residenziale e scuole, e palestre persino un centro congressi.

Nonostante quanto precede, la confraternita chiese, e il Consiglio comunale in assemblea straordinario con la delibera n. 48 del 6 aprile 1990 approvò, una Convenzione per Lottizzazione, stipulata dall’allora sindaco avv. Vittorio Pirozzi il 19.07.1990 c/o il fu notaio Salvatore Sica (confratello in conflitto di interessi)[2][3]

Anni dal 1990 al 1995emerge il mostro di cemento, solo in apparenza legalmente autorizzato;

A seguito della convenzione, e riportandone in dettaglio le prescrizioni, lo stesso sindaco Pirozzi rilasciò alla Confraternita la concessione edilizia n. 133 il 21/12/1990[4].

Dopo la confraternita fece realizzare alla Del Vecchio Costruzioni S.p.A. un primo edificio, completato il quale, sebbene era impossibile ottenerne la agibilità (si erano aboliti i box-garage sotterranei, da obbligatoriamente-irrinunciabilmente realizzarsi) la confraternita, avuto l’immobile, cedette alla costruttrice la restante area sopra la quale, realizzò altrettanto illegalmente gli altri 6 edifici costituenti il parco “Ginestre”, in totale da 120 appartamenti, tutti in spregio anche alle normative per la edificazione di strutture in cemento armato, alle normative sui parcheggi, e con la sottrazione di aree pubbliche mediante muretti e sovrastanti barriere in ferro abusive, facendone poi illegalmente oggetto di transazioni tra privati.

Quindi, con la conseguita inappellabilità della sentenza 57/2020, diversamente da quanto negli anni sostenuto dai costruttori in difesa della legittimità della nascita e della immissione in commercio degli appartamenti del parco e loro pertinenze “come realizzate”, atti amministrativi definitivi, perizie di C.T. del tribunale e di periti e dichiarazioni giudiziali della società, e sentenze inappellabili, consentono la ricostruzione incontrovertibile di 30 anni di asservimento delle funzioni pubbliche a fini illeciti di privati di dipendenti e tecnici comunali e professionisti estranei alla amministrazione locale e notai.

Anni dal 1995 ad oggi - Nulla sarebbe stato senza "solo apparentemente legalmente autorizzate" concessioni edilizie.

Nulla sarebbe venuto a galla se i costruttori quelle concessioni le avessero rispettate (ma furono ampiamente stravolte, eppure ancora oggi (5 luglio 2020 per chi scrive) le illegittimità vengono in buona parte coperte dal silenzio delle informate autorità comunali su impossibili sanatorie, anche queste ultime illegittimamente autorizzate, sulle quali sono già gravi i ritardi delle nuovamente informate autorità giudiziarie, le quali, sebbene deputate oltre che per il rispetto della legge e la tutela del territorio anche per la incolumità dei residenti e la salvaguardia di turbative al mercato immobiliare, tacciono complici.

Su tutto, invece, solo un pesantissimo, mafioso, silenzio assoluto.

Silenzio mafioso che impera nonostante i fatti:

  1. E’ un fatto[5] che, differentemente da come obbligata in Convenzione e in Concessione, la Del Vecchio Costruzioni, prima ancora di aver edificato illegittimamente il primo dei 7 (sette) aveva disatteso in modo irreparabile le prescrizioni del piano di lottizzazione del 19/07/1990, di realizzare il parcheggio sotterraneo a servizio degli edifici, e nessuno la aveva controllata.
  2. E’ un fatto, negli anni illegalmente supportato dai responsabili delle pratiche edilizie presso il Comune, che, a costruzione irregolare in corso rispetto alla Convenzione imperante, la Del Vecchio Costruzioni chiese sugli stessi luoghi, una concessione edilizie alternativa, da subito rifiutate dalla Amministrazione Provinciale di Napoli, senza che il Comune, messo a conoscenza di tanto, reagisse per conseguenza
  3. E’ un fatto che la società, avuti i rifiuti alle ripetute richieste di nuove concessioni, presentò come istanza per il condono la n. 2780/1995 il 01/03/1995 (sostitutiva di una del giorno precedente poi dichiarata erroneamente presentata):
    1. Inammissibile nella parte relativa alla mancata realizzazione della autorimessa interrata5;
    2. Priva della documentazione necessaria alla sua istruttoria;
    3. Afferente solo un edificio tra i 7 realizzati in difformità e non specificando quale;
    4. Denunciante solo una esigua parte degli abusi effettivamente realizzati e solo quelli denunciabili, per un solo fabbricato di sette aventi gli stessi ben più gravi abusi;
    5. Allegando alla istanza solo una ricevuta di pagamento, autocalcolando il minimo di oblazioni.
    6. E' un fatto che il Comune dichiarato non sufficiente con la raccomandata del 6.12.1995 prot. 53150, con relativa richiesta di integrazione di istanze e oblazioni, al cui inadempimento però fecero seguire le obbligatorie sanzioni;
  4. E un fatto trascritto nei verbali dell'Ufficiale Giudiziario del tribunale di Nola Velardi Antonio, la aggressione estorsiva che ci portò la società venditrice, fino a sfrattarci con la forza e MANU MILITARI dall'appartamento dove ci trattenevamo in attesa del giusto risarcimento (già pagato 100 milioni di volte il suo valore) in forza del principio che all'inadempiente non spetta l'adempimento altrui, una volta ottenuta in loro favore la sentenza del giudice Criminale Criscuolo Mauro, che ci obbligarono a rispettare sebbene erano in perfetta conscenza di averla ottenuta solo grazie all'errore - che io dichiaro e posso dimostrare dolo - del giudice Criscuolo Mauro. Giudizio del giudice monocratico n. 13288/1998, Sentenza n. 309/2004, oggi definitivamente annullata.
  5. E’ un fatto che il sindaco pro tepore del Comune, Avv.to Antonio Peluso, solo a seguito di mie ripetute denunce e di una intervista nel 2011 di Radio24-Il Sole24ore (informata del rilascio da parte della Suprema Corte di Cassazione della sentenza n. 7632/2011 che accolse tutti i ns motivi di ricorso avverso due sentenze del tribunale di Napoli, dichiarando legittima la ns decisione di non intestarci un immobile che – prenotato mentre era in costruzione affermandone la regolarità – ma al rogito venne dichiarato edificato in difformità e con parti ancora da realizzare e, quindi, da condonare post vendita (sicchè il notaio avrebbe dovuto impedirne la vendita) il 26 luglio 2011 rigettò il condono (provvedimento n. 33249 del 26/07/2011.
  6. E’ un fatto che già il 10.12.2004 (relazione del 14.12.2004 prot. 50944) ad un primo accertamento del responsabile antiabusivismo edilizio presso il Comune, si evidenziarono:
    1. Recizioni generali e particolari del parco e degli edifici, con muretti e sovrastanti cancelli, in modo da acquisire aree pubbliche a scopi privati, in totale difformità alle autorizzazioni assentite.
    2. Maggiore altezza dei fabbricati in misura di circa 50 cm (poi giudizialmente accertati in 67 cm per fabbricati) in totale comportanti circa 1.500 mc di volumetrie abusive (ben oltre le tolleranze di legge) mai denunciate dalla venditrice.
    3. La assenza (non condonabile) dei parcheggi sotterranei al servizio degli appartamenti realizzati;
    4. La presenza di un parcheggio esterno al parco, mai autorizzato, i cui stalli, benché abusivamente realizzati (come del resto il notaio Capuano Nicola non poteva non sapere della abusività degli appartamenti già dal 1995 avendone visionato il condono prima della predisposizione degli atti e ciò nonostante consentì alle vendite apponendovi il sigillo notarile al fine di fede pubblica della commerciabilità-legalità dei beni) furono legati ai relativi immobili del parco Ginestre con atto di legazione depositato al Comune del notaio Capuano Nicola del 1998;
  7. E’ un fatto che la Curia di Napoli, si è intestata nel 1995 il fabbricato “D” nell’abusivamente costruendo parco, ulteriormente trasformato senza alcuna autorizzazione da 20 a 25 unità immobiliare per ricavarne maggiore guadagno illecito, ricevendoselo poi in proprietà senza chiederne le agibilità (che non potevano esserle rilasciate) facendone tutt’ora propri i proventi illeciti nonostante nel sia esplicita la realizzazione illecita. Fin dall’inizio sia gli interessi della confraternita che della Curia sono stati curati da Monsignor Salvatore Ardesini – confratello, che nessuna autorità giudiziaria ha evidentemente voluto ascoltare.
  8. E’ un fatto che anche successive istanze di condono, fatte presentare ai sensi delle legge 326 nel 2003 da chi era stato convinto dal notaio Capuano a intestarsi questi immobili nello stato di fatto nel quale si trovavano (intestazione da noi rifiutata nonostante avevamo già versato la metà del prezzo e abitavamo nello stesso) furono rigettate dal Comune per impossibilità di approvazione;
  9. E’ un fatto, che nonostante la falsa denuncia delle volumi abusivi nelle istanze di condono, nota ai responsabili delle pratiche presso il Comune e documentata da quest’ultimo, in questi ultimi anni siano state rimesse in circolazione e nonostante la detta falsità (comportante responsabilità anche penali, siano state trasformate dai responsabili delle pratiche in concessioni in sanatorie apparentemente irregolari.
  10. E’ un fatto che in virtù di tanto centinaia di immobili circolano nel mercato immobiliare con documenti solo apparentemente regolari.
  11. E’ un fatto che uno dei Sindaci pro tempore del Comune di Casalnuovo con più consiliature nel periodo da me denunciato, Avv.to Antonio Peluso, facendosi autorizzare con atto della Giunta. Ha preferito denunciare me per diffamazione (la prossima udienza è il 15 settembre 2020 presso il Tribunale di Napoli, VI Sez. Presidente il Dr. Guglielmi) dove già hanno da me ricevuto tutti gli atti e dove ho palesato la volontà di rinuncia alla prescrizione per evitare fraintendimenti e affinché sia riconosciuta la verità/legalità sul diritto a rendere pubbliche le mie affermazioni sui pericoli che possono derivare ai residenti e agli acquirenti dal risiedere in immobili irregolarmente realizzati, che già in origine non potevano essere commerciati.
  12. E’ un fatto che i responsabili del Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata, nella persona del Notaio Areniello Antonio, e la costituzione di parte civile anche del Consiglio Notarile, piuttosto che intervenire a tutela e salvaguardia degli acquirenti del mercato immobiliare denunciando l’operato del notaio Capuano Nicola (ed altri) alla Procura delle Repubblica di napoli) hanno preferito denunciare me per diffamazione presso il tribunale di Nola (la prossima udienza è il 20 Ottobre 2020, davanti al Giudice Monocratico Dr.ssa Luzzi, innanzi alla quale Corte dopo aver presentato i miei documenti ho chiesto il rito abbreviato affinché sia fatta gìustizia (o ingiustizia se dovessero ritenere) nel più breve tempo possibile;
  13. E’ un fatto che la giustizia penale, dopo 16 anni di denunce/querele, è arrivata solo a impossibili archiviazioni, spiegabili solo i chiave di totale sottomissione della magistratura che ha curato il caso agli interessi dei poteri criminali concentrati nella Augustissima Arciconfraternita e nella Curia di Napoli a che sia messa a tacere questa sporca storia di speculazione edilizia e illeciti amministrativi in corso.
  14. E’ un fatto, che già dal 1995, appena compreso che non avremmo mai firmato quel rogito (che ci avrebbe trasformati in incauti acquirenti e responsabili di abusi edilizi e reati penali, oltre che avrebbe comportato un ulteriore addebito per la nostra famiglia nei confronti della Banca di Roma e per spese notarili e di IVA per circa altri 100.milioni di lire dell’apoca, siamo vittime di una consumata estorsione materiale e giudiziaria, che solo una magistratura e delle istituzioni totalmente corrotte, possono ancora lasciare impunita.

Luigi Iovino

Articolo collegato:

Sempre nuovi reati, anche di magistrati, come fossimo niente!

 


[1] 16.11.1995 studio del notaio Capuano Nicola in Napoli, via Depretis n. 5;

[2] Il notaio era già confratello dell’ente di culto (vedasi articolo Lo Forte del 2003, Voce delle Voci) e quindi, ancorché fosse stato legalmente autorizzabile (ma non lo era) avrebbe dovuto astenersi dallo stipulare l’atto;

[3] Anche l’atto in se stesso non poteva essere stipulato in quanto illegittimo era l’autorizzazione rilasciata dal Consiglio Comunale, che avrebbe dovuto rifiutare il piano di lottizzazione anziché approvarlo, e quindi era illegittimo l’oggetto della transazione che trasformava la natura del suolo da agricolo a edilizio, che non avrebbe potuto autorizzare il Consiglio Comunale essendo la materia di competenza di un ente superiore ed extraterritoriale, ovvero la Amministrazione Provinciale di Napoli, tanto è vero che la stessa, che successivamente chiamata per nuove concessione sulle stesse aree, si rifiuterà di autorizzarle.

[4] Questa concessione edlizia, solo in apparenza legalmente autorizzata – ma nulla agli effetti legali – sebbene illegittima, è stata negli anni il riferimento normativo, che confortava una parvenza di legalità della operazione.

[5] TAR Campania, Ordinanza n. 896/2012 pag 2 ultimo cpv e Convenzioni e normative in tema vigenti: Impossibilità di condono della mancata realizzazione del parcheggio interrato e ab initio decadenza della concessione edilizia con sequestro immediato delle opere realizzate, TAR Campania, Ordinanza n. 896/2012 pag 2 ultimo cpv e Convenzioni e normative in tema vigenti;

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