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Ill.mo sig. Giudice Rossana Ferraro (in calce la sua sentenza)

cito da un articolo del Dr. Beniamino Deidda (già P.G. della Repubblica c/o il Tribunale di Firenze, componente del comitato scientifico e autore in Questione Giustizia, organo on line di Magistratura Democratica) il punto 4:Amministrare giustizia «nel nome del popolo italiano) dove ravvisava il dovere costituzionale della magistratura di spiegarsi al popolo, e quindi anche a me:

“La riflessione che ormai si è aperta anche dentro la magistratura sui vari significati del “rendere conto” ha individuato anche alcune modalità di comunicazione che alcuni uffici giudiziari hanno anche attuato. Ma temo che tra tante ragioni che giustificano il dovere di rendere conto all’opinione pubblica, una almeno non sia stata oggetto di sufficiente discussione. Secondo il mio punto di vista si tratta della ragione più impegnativa e sostanziale e discende direttamente dalla Costituzione.

L’incipit dell’articolo 101 è breve e solenne: «la giustizia è amministrata in nome del popolo».

La Carta costituzionale non sancisce un collegamento così diretto per nessun’altra attività dello StatoNessun potere, pur investito del consenso popolare, parla in nome dell’intero popolo: non il Governo, non il Parlamento, non la Pubblica amministrazione. I magistrati invece pronunciano le loro decisioni in nome del popolo. Non voglio soffermarmi sui tanti significati che la dottrina costituzionale ha attribuito all’articolo 101. Ma per i cittadini che ascoltano il giudice mentre pronunzia la sua sentenza, l’articolo 101 ha un significato indubbio: quel giudice ha deciso a nome di tutti noi. Quella sentenza sarà rispettata ed eseguita perché è espressione della volontà popolare”.

Ecco dott.ssa Ferraro,

forse ho omesso di spiegarle, ma non mi pareva il caso, che ero già stato vittima della decisione criminale del giudice Mauro Criscuolo di mettere la funzione pubblica da lui rivestita al servizio di poteri, a mio giudizio massonico-criminali, sovrastanti la giustizia, che negli anni hanno protetto e tutt'ora proteggono gli autori dei reati del parco Ginestre a via Strettola Casalnuovo di Napoli, di cui fin'ora sono stato vittima, senza ancora una pausa né ristori, dal 1993 ad oggi.

Non fu, a mio giudizio e denuncia un errore quello del giudice Mauro Criscuolo come non lo è oggi il suo.

Non è stata la vostra ignoranza ma, nella presunzione/certezza di sfuggire alla contestazione di responsabilità personale, consapevoli scelte del pubblico ufficiale, pro reo, di sviare il normale fluire della giustizia, tanto io avrei potuto riparare in seguito con un Appello o ricorrendo in Cassazione.

Ma intanto il reato lo avete realizzato in favore dei querelanti e io vi chiamo adesso, con loro, a risponderne pubblicamente e vi chiamerò a risponderne formalmente passate queste feste.

E non si dica che "a chi non gli conviene una sentenza ha gli strumenti previsti dalle norme per appellarsi" perchè il reato da voi realizzato è principalmente nel senso di intanto assicurare la impunità agli autori di reati, il notaio Areliello e anche il suo avvocato, è non è un reato solo contro di me, ma contro l'amministrazione della Giustizia che avete l'obbligo di amministrare in modo deflattivo e non di oberarla a dover discutere ricorsi  impegnativi per le casse dello Stato, che non ci sarebbero stati se non causati ad arte da chi la giustizia la dovrebbe amministrare in modo uguale per tutti.

Ritiene lei che possa definirsi espressione della volontà popolare una sentenza che finisce per postergare, se non per affossare, una denuncia pubblica contro autori di gravissimi reati realizzati ed in corso, socialmente più gravi perchè realizzati all'interno di rappresentanze dello Stato, il Consiglio Notarile di Napoli e il Notariato nazionale, tralasciando il controllo su reati che non solo costituiscono un attentato alla sicurezza del mercato immobiliare ma mettono in pericolo la integrità civile, penale, patrimoniale e persino fisica di chi si è intestato o di chi, grazie anche a questa sua sentenza, potrà ancora intestarsi, uno degli immobili del parco Ginestre a via Strettola Casalnuovo di Napoli.

Immobili, come le ho documentato, tutt'ora sul mercato benchè dalle origini tutti da sequestrare e da demolire  per impossibilità di condono e comunque, a seguito dei tardivi accertamenti del Comune, almeno dal 2012???

Allego CTU Fatte eseguire dai Tribunali di Napoli e Nola seguiti all'accertamento del Comune:

Perizia Arch. Pier Luigi Paglia  Perizia Ing. Carlo Gualdi.

Con quale coscienza, non dico di giudice ma di cittadina, pur avendola nella sua disponibilità non ha considerato gravissime le omissioni del notaio Areniello oggi e del Notaio Capuano ieri, nel lasciare in circolazione immobili le cui strutture, oggi è certificato e lei ha avuto a disposizione gli atti, anche per la natura del suolo sul quale sono stati realizzati, possono cedere al primo sussulto del terreno e causare centinaia di lutti e dolore.

Perizia giurata Ing. Imperatore Luigi sulla pregiudicata stabilità strutturale dei 7 (sette) fabbricati del parco Ginestre

Mi consente il dubbio che questa sua sentenza, più che orientata a colpire me che (che come ben disse il GIP Ariolli giustificando perchè non aveva proceduto nei confonti del giudice delinquente Criscuolo Mauro "sono previsti più gradi di giudizio proprio per riparare agli errori dei magistrati che non danno diritto a rivalsa nei loro confronti) ha lo scopo, come lo ebbe presso il tribunale di Napoli la sentenza del giudice Criscuolo Mauro n. 309/2004, di sottrarre alla responsabilità civile e penale il Notaio Areniello (e i Consigli dal fare adesso il loro dovere) al contempo ritardando ancora la munizione di legge per il notaio Nicola Capuano, che almeno dal 1995 in correo con la Società Del Vecchio Costruzioni S.p.A.  (gestita dal duo criminale Patrizia Boldoni e Corrado Ferlaino) sfugge alle responsabilità di legge per la costruzione e immissione in commercio, complici tecnici propri e presso le complici amministrazioni locali dei 135 appartamenti del parco che, assolutamente (sentenza Corte di Appello di Napoli n. 57/2020) non potevano essere commerciati?

Qualcuno le ha chiesto di fare cancellare il mio sito web perchè contiene le prove di tutti i reati e i nomi e cognomi di tutti gli autori di tutta la vicenda criminale dal 1990 ad oggi ed è sconveniente per alcuni di loro?

Non le ho detto in udienza, perchè non ero tenuto a dirglielo, che mi ero confidato con il temporaneamente Procuratore capo presso la Procura di Nola dott.ssa Laura Triassi, in presenza del mio avvocato Raffaele Leone,  sia dei miei timori che la sua nomina fosse osteggiata nel C.S.M. da chi secondo me, aveva interesse a non avere un capo della Procura di Nola "scomodo da manovrare" sia della circostanza che intanto arrivava a conclusione il processo contro di me che, visto i trascorsi, mi aspettavo che si volesse manovrare, come in effetti è successo.

Vuole confessare qualcosa prima di depositare le sue motivazioni per la sentenza in appresso allegata?

Con riferimento alla sua sentenza, nella quale dichiara di avere letto l’art. 442 cpp:

Può in coscienza affermare davanti al popolo (cui secondo l’art. 101 della Costituzione italiana ha il dovere di spiegare) di avere tenuto conto della portata probatoria degli atti (in dibattimento e in interrogatorio confermati) da me prodotti nel 416 bis cioè 29 documenti di provenienza certa, univoci e concordanti nell'accertamento e nella esistenza di illeciti contestabili al querelante  per omissione dei suoi doveri di ufficio, tra i quali la sentenza della Corte Suprema c Cassazione n. 7632/2011 e la sentenza esecutiva della Corte di Appello presso il Tribunale di Napoli n. 57/2020 che sugella la originaria ed insanabile illegittimità degli atti originari del Notaio Capuano?

E' stata forse introdotta nell'ordinamento giudiziario italiano e non ne sono al corrente una norma che consente che da un atto illecito di un pubblico ufficiale notaio possano derivare atti leciti?

E' stato forse introdotto nel nostro ordinamento giudiziario, e non ne sono al corrente, una norma che autorizza un giudice ad "assolvere a prescindere" le omissioni dei Pubblici Ufficiali notai i quali, alla guida pro tempore dei Consigli Notarili hanno mancato di sottoporre per la valutazione ai Consigli Regionali Distrettuali (ancorchè illeciti) i comportamenti sindacabili di notai del Distretto dei quali sono stati regolarmente messi a conscenza?

E' stato forse introdotto nel nostro ordinamento giudiziario, e non ne sono al corrente, una norma che consente ai nostri pubblici ufficiali di sottrarsi al dovere di cui all'rt. 361 c.p. e tacere alla Autorità Giudiziaria territorialmente competente i reati in corso dei quali, per l'ufficio pubblico rivestito, sono stati compiutamente informati?

E’ veramente alla evidenza di quegli atti che mi ha comminato 4 mesi di carcere e pene pecuniarie che, alla luce dei fatti e delle intenzioni del querelante notaio Antonio Areniello (fatte proprie dal legale Dr. Vincenzo Maiello sebbene in scienza della documentazione da me prodotta), non posso non dichiarare aventi carattere se non estorsivo, quanto meno calunnioso?

Seguiva forse un altro processo il rappresentante della Pubblica Accusa Dr.ssa Elvira Longobardi (allego in calce la sua decisione dai verbali) quando le ha ripetuto la sua richiesta di assoluzione perchè il fatto a me imputato, a suo giudizio, non poteva costituire reato?

Il Pubblico Ministero quando le ha ribadito che, avendo io "abbondatemente provato di avere denunciato il vero" rispetto a “determinati comportamenti omissivi di pubblici ufficiali notai nell’esercizio delle funzioni loro assegnate” non ha detto che risultava provata la exceptio veritatis tenere conto della quale nel caso i querelanti siano pubblici ufficiali non è opzionale?

Vuole davvero che, da ignorante della legge, sia io a citarle tutti gli articoli di legge che nella sua sentenza risultano deliberatamente inosservati se non violati?

Non hanno forse i miei querelanti non denunciato il collega notaio Nicola Capuano, pur sapendolo senza ombra di dubbio autore  dal 1995 reo di aver registrato rogiti di regolamento di condominio e di compravendita costituenti servitù a favore di privati su aree vincolate a uso pubblico e manufatti che non poteva non sapere abusivamente realizzati?

Immettendo in commercio centinaia di immobili non sanabili perchè privi dei requisiti minimi di legge e pericolosi da abitare per i contraenti, ricavandone vantaggi per se e per la società costruttrice, costituivano oppure no gli atti del notaio Capuano attentato permanente alla sicurezza del mercato immobiliare e truffa immobiliare in correità con i venditori?

Era oppure no dovere del mio querelante (come dei suoi predecessori e degli attuali vertici del COnsiglio Notarile di Napoli e del Notariato Nazionale) sottoporre l'operato del collega alla valutazione della correttezza dei suoi comportamenti professionali cui ogni notaio si deve sottoporre per legge e che il Ministero della Giustizia stesso è tenuto a sindacare?

Non hanno forse i miei querelanti favorito la mancata punizione del collega e dei suoi complici e la ulteriore propagazione dei reati (ancora in corso) e altri reati contro me e mia moglie nelle cause al tempo aperte?

C'é da qualche parte scritto nel codice penale che a chi denuncia la verità rispetto a reati di pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni non va riconosciuta la esimente dal reato di diffamazione?

Erano forse false le sentenze esecutive e le perizie tecniche del Comune, del Tribunale di Nola e mie a lei sottoposte, che non danno adito a dubbi sul fatto che a via Strettola, parco Ginestre, 135 famiglie resistono sotto ricatto di perdere gli immobili e non venire risarciti neanche se si rivolgono alla giustizia perché pare che ci siano giudici che fanno finta di non leggere le “Carte” e si fanno influenzare da avvocati e denuncianti prepotenti?

E' forse falso (abbiamo i verbali grazie a lei) che la difesa di parte civile le ha prospettato che una sentenza in mio favore, così ha detto il professorone, avvocatone, ordinarione di diritto penale presso la Università Federico II^ di Napoli Dott. Vincenzo Maiello, riassumo) avrebbe suscitato ilarità nei suoi riguardi e minato la sua credibilità di ottimo magistrato?

Vado a chiudere:

Tornando al dovere costituzionale del magistrato di comunicare al popolo italiano, nel nome del quale, se anche non l’avesse scritta personalmente, ha pronunciato la sentenza:

Come giudice, come professionista ma soprattutto come cittadina, donna, figlia, madre, sorella, amica, sente il dovere di spiegare al popolo e a me (oltre le motivazioni tecniche) quali convincimenti l’hanno indotta a comminarmi una pena carceraria se non pago pretese risarcitorie estorsive e cancello il sito web che contiene le prove di 30 anni di reati di una moltitudine di soggetti, anche notai e magistrati, contro mia moglie, contro di me e contro lo Stato?

Alle famiglie che (ancorché pericolose da abitare e attinte da insanabili pregiudizi amministrativi, civili e penali) sopravvivono nelle case nella paura che rivolgersi alla giustizia li esporrebbe come me a dover lottare 30 anni, sente il dovere di spiegare perché ha deciso di punire me piuttosto che gli autori dei reati che ho denunciato?

E se questi fabbricati la cui inizialmente pregiudicata staticità strutturale è sotto sforzo da circa 30 anni a causa della natura del suolo e di eccessi di volumetria mai denunciati (accertati dal Comune e dal tribunale come dalle perizie a sua disposizione) dovessero crollare con le famiglie all’interno, magari nuovi acquirenti truffati, lei si associerebbe alla ilarità di quelli che avrebbero riso della sua sentenza se non mi avesse condannato?

In attesa che aderisca ai dettami della nostra amata Costituzione Italiana ex art. 101, e in attesa della Sua motivazione, è grato porgere distinti saluti.

Segue la discussione del Pubblico Ministero nel processo Dr.ssa Elvira Longobardi e la sentenza del Giudice Rossano Ferrara.

Luigi Iovino

 Pubblica-Accusa-Nola-p.-7

Pubblica-Accusa-Nola-p.-8

Pubblica-Accusa-Nola-p.-9

Sentenza Giudice Rossana Ferraro c/o il Tribunale di Nola n. 2264/2021

 

 

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