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26 giugno 2014,

Ho appreso stamane dal TG1 che entro il mese di luglio, presso la II Commissione Giustizia al Senato discuteranno, tra l'altro, gli emendamenti per la riforma della legge sulla Responsabilità Civile diretta dei magistrati provenienti dalla Lega e F.I. e che addirittura la vogliono far diventare indiretta.

In realtà ci sembra che vogliono girare intorno al problema principale senza risolverlo, cioè come responsabilizzare i magistrati a intepretare secondo legge e secondo le prove presenti in giudizio, senza scantonare, i procedimenti che vengono sottoposti alle loro delibazioni.

Ascoltando gli indirizzi che il governo Renzi vuole dare alla riforma mi pare che non stiamo andando incontro all'esigenza espressa dalla Corte Europea di Strasburgo di maggior tutela dei cittadini comunitari (quindi anche noi italiani) per qualsiasi errore provenga dalle decisioni dei magistrati, anche se di naturanon grave e anche se non "prese con dolo", mentre la responsabilità in effetti già è indiretta.

Mi viene il dubbio che giocando sulle parole, come accade spesso in Italia, vogliono far apparire che stanno cambiando tutto per prendersi il beneficio elettorale, ma in sostanza non vogliono cambiare niente, sulla pelle dei cittadini.

Pare infatti che non verrà discussa l'introduzione del diritto al risarcimento ai cittadini per danni ricevuti da errori del giudicante non di grave entità e non commessi con dolo, sicchè anche questa sessione non instraderà la normativa italiana nella direzione auspicata dalla Corte di Giustizia Europea e non ci metterà al riparo dai richiami, infrazioni e multe che la Comunità Europea ha prima minacciato e poi annunciato per non aver la "politica" agito in modo che il "cittadino comunitario" che subisce danni da una decisione sbagliata del magistrato italiano venga risarcito dallo Stato anche nei casi nei quali l'errore non è tale da rientrare nei casi di "Colpa grave o Dolo".

La denuncia che segue è contro un nutrito numero di Magistrati al servizio di poteri criminali (Augustissima Arciconfraternita e Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, con la Curia di Napoli, all'origine degli abusi di via Strettola...)  per tenerli indenni e preservare loro il perdurante arricchimento illecito in danno dello Stato e di privati, tra i quali io e la mia famiglia.

Espongo e documento uno spudorato esempio di elusione dell'obbligo di esercitare l'azione penale tramite l'omissione di atti di ufficio, sviamento di attività giudiziarie e pilotaggio di sentenze e ordinanze da parte di magistrati di Roma per proteggere magistrati napoletani (e ausiliari) da mie denunce per aver dichiarato il falso nel giudizio civile 13288/98 e nella sentenza n° 309/04 c/o il Tribunale di Napoli, e perchè restino impunite responsabilità di più di un Pubblico Ministero chiamati a delibare su una vicenda complensibilissima e documentata, ma che hanno fatto finta di non comprenderla.

Potrete desumere da Ordinanze del G.I.P. dott. Giovanni Ariolli che i reati dei magistrati portano sempre la firma degli autori.

Chi vuole conoscere i motivi all'origine delle presenti contestazioni troverà un breve riassunto nella pagina Il perché di questo sito

Il Dott. Ariolli infatti nell'ordinanza che segue, ripercorrendo il percorso "deviato" imposto alla mia denuncia querela, nominativa e circostanziata (parola di G.I.P.) prima di arrivare alla sua attenzione evidenzia reati di altri magistrati senza denunciarli e poi ha imposto sviamenti al procedimento stesso, rispondendo solo su quanto ritenuto, tacendo, come ho contestato agli altri magistrati, la presenza documentata di più gravi denunce, mentre insieme ai denunciati, mai iscritti al registro indagati ex legge 335 c.p.p. per i reati per i quali li ho denunciati, se ne fottono della Giustizia.

Questa vicenda nella vicenda (avuta inizio da una truffa immobiliare che racconto a parte) ebbe inizio l'11.01.2007, quando, presso gli uffici della DIGOS c/o la Questura di Caserta (CE) dettai una breve denuncia al funzionario e la firmai, (VI SEMBRA CONTRO IGNOTI QUESTA DENUNCIA? ).

Come dichiarato dal G.I.P. Giovanni Ariolli la mia denuncia/querela il primo sviamento lo ebbe presso l'ufficio smistamento del Tribunale di Napoli da un magistrato del quale non ho mai conosciuito il nome, che nella presente, parafrasando i magistrati che indagano sulla morte di Yara Gambirasio, chiamerò "ignoto 1".

Ignoto 1, in presenza di elementi che consigliavano una più idonea rubricazione, decise (o gli fu ordinato di decidere) l'iscrizione della mia denuncia/querela dell'11.01.2007 al modello 45 invece che al modello 21 e così è restata fino ad oggi.

Anche il Dott. Ariolli evidenzia che la mia denuncia ha subito il trattamento diverso da quello previsto ex art. 335 c.p.p. e avrebbe avuto il dovere di denunciare il comportamento sviatorio dei colleghi, ma non solo se è guardato bene, ma dopo una pantomima a mio beneficio si è conformato agli stessi comportamenti dei magistrati da me denunciati.

Gip-Ariolli-13 07 2010-Pag 01

Gip-Ariolli-13 07 2010-Pag 02

 

dal deposito della mia denuncia in poi, 

  1. l'errore di IGNOTO 1;
  2. l'errore del Dott. Roberto Cucchiari (oggi Procuratore Aggiunto presso la Procura di Roma) da me denunciato inutilmente per falsità in atti giudiziari ma non iscritto al registro mod. 21 dal collega di Perugia Sergio Sottani perchè nella denuncia non ho dimostrato la sua volontà di delinquere:
    1. nel tacere sulla sbagliata rubricazione da parte di <<IGNOTO 1>>;
    2. nel non iscrivere i primi magistrati denunciati al giusto registro indagati almeno dopo aver letto la mia testimonianza presso la Questura di Napoli;
    3. nel non ottemperare alla prima richiesta di acquisire gli atti da parte del dott. mario Frigenti;

aveva già conseguito uno degli obiettivi principali degli "sviatori di professione" ritardare l'azione giudiziaria.

Infatti a 2 anni e 7 mesi dalla presentazione della denuncia a Caserta (CE) i denunciati non sono mai stati iscritti al registro indagati per i reati da me contestati, anche dopo conferma della denuncia da parte mia c/o la Questura di napoli, San Ferdinando. (leggi deposizione

Quello che denuncio e documento e che anche l'intervento del Dott. Ariolli non è mai stato indirizzato a fare giustizia ma a prenderci per il culo e aggirare il dovere di esercitare l'azione penale. Altri Magistrati del Tribunale di Roma, tra i quali il Dott. Pietro Giordano, la Dott.ssa Maria Teresa Gregori, il G.I.P. Alessandra Boffi, si uniformeranno alla linea di negazione di giustizia impartita dal magistrato di Napoli che rubricò la sentenza al modello 45 -.

Ariolli, alla pari dei magistrati da me inizialmente denunciati, ha gestito il procedimento penale come padre padrone:

  1. Ha deciso di iscrivere al registro indagati i magistrati Mauro Criscuolo e Annamaria Lucchetta e il C.T.U. Santo Flagiello "solo" per il reato di "abuso di ufficio" tacendo sulle prove di falsità materiale ed ideologica con l'aggravante per il Criscuolo dei danni che ci sono derivati dalla decisione presa con Dolo e colpa grave nella sentenza n. 309/04 ex art. 2 comma 3 lettere a,b e c L. 117/88; (vedi documento)
  2. ha deciso di assolverli dal reato di abuso di ufficio e chiedere l'archiviazione delle mie denunce senza aver mai indagato le prove fornite in giudizio, procurando egli stesso uno sviamento delle attività giudiziarie, obbligandomi a nuove Opposizioni. 
  3. Sarà molto riduttivo sulle responsabilità della Dott.ssa Annamaria Lucchetta (oggi all'antimafia di Napoli) che chiese e poi reiterò la richiesta di archiviazione del proc. pen. R.G.N.R. n. 45579/04 fino a ottenerla, rea di non aver iscritto al registro indagati quanti sussumibili dei reati di truffa aggravata, frode processuale e estorsione, tra i quali anche pubblici ufficiali, come avrebbero dovuto consigliarle le dichiarazioni del Tecnico Domenico D'Alise, il quale, avendo visitato i luoghi e accertato la presenza di abusi ancora più gravi di quanto da me denunciati su delega del magistrato, fu ascoltato e testimoniò come persona informata dei fatti; (vedi documento)

Ordinanza con richiesta di Archiviazione del dott. Giovanni Ariolli 31.01.2011

...

Su tutto quanto innanzi affermo e documento è bene che chi vorrà giudicare la verità delle mie affermazioni tenga presente quanto segue:

Nel procedimento penale c/o il Tribunale di Roma n° 63513/07/45, al Dott. Roberto Cucchiari (che non indagò i denunciati) ho depositato prove provenienti dagli atti processuali precedenti (fornite anche al G.I.P. Dott. Mario Frigenti, che ordinò la prosecuzione delle indagini ma fu improvvisamente sostituito - poi fornite anche al Dott. Giovanni Ariolli oi ad altri magistrati che sono seguiti) che documentavano senza equivoci che:

  1. Santo Flagiello dichiarò il falso nelle Relazioni alla Consulenza Tecnica nel procedimento civile 13288/98, sia rispetto alla vera conferenza di quanto risultava dai documenti da lui allegati alle C.T.U. iniziale e conclusiva  sia rispetto alla realtà dei luoghi rispetto alle pratiche amministrative di concessione edilizia e di condono.
  2. Il Giudice Mauro Criscuolo dichiarò il falso nella sentenza n° 309/04, non in funzione della errata interpretazione di norme o prove, ma sulla travisazione di entrambe, richiamando principi illogici e norme non più in vigore, al fine di far apparire meditata la decisione , mentre nella sentenza diversi paragrafi apparivano frutto di copia/incolla dalle dichiarazioni del CTU e della controparte, vera regista delle dichiarazioni dei due.
  3. Annamaria Lucchetta eluse la denuncia/querela del 27.08.2004 e seguenti, riferite a fatti accaduti in Napoli e nel Tribunale di Napoli (poi anche in Corte di Appello), concentrando l'attenzione sugli abusi in Casalnuovo - ricadente nel circondario del Tribunale di Nola (che avevo dovuto descrivere per far comprendere i perchè dei torti subiti nel territorio sotto la giurisdizione del Tribunale di Napoli) per poi dichiararsi incompetente per territorio e inviare la pratica al Dott. Francesco Raffaele, che ivi seguiva il procedimento R.G.N.R. n. 7225/04, poi anch'esso inopinatamente archiviato. (questo giudice in seguito a successiva denuncia citerà in giudizio il responsabile legale della soc. Del vecchio Ciro rossi e il complice Arch. Carlo Severi per i reati di falso in Atto Pubblico ai danni Comune di Casalnuovo di Napoli (nel condono 2780/95 prot. 10503 sulla cui validità si è ingenerata tutta la contestazione. Entrambi il 2 febbraio 2013 non assolti per il reato ma non condannati per prescizione degli stessi. Anche il dott. Raffaele avrebbe potuto contestare ben altri reati e interrompere la cristallizzazione degli abusi ma si astenne dal farlo.

Di fatto, come accertato il 14.12.2004 dal Tecnico del Comune di Casalnuovo (NA) (vedi prot. 50944 ) dal C.T.U della Procura della Repubblica presso il Trib.le di Nola nel 2008 (vedi CTU Arch. Pier Luigi Paglia) da altri tecnici del Comune il 07.06.2011 (vedasi prot. 333 )  e il 10.06.2011 (vedasi prot. 581 ) la situazione era dlle origini insanabile, tanto che il Comune, in presenza della Sentenza R.G.Cass. n° 7632/2011, adottò (con oltre 16 anni di colpevole ritardo) le estreme conseguenze amministrative, ossia:

il Diniego al Condono edilizio pratica n° 2780/95 prot. 10503, Arch. Domenico D'Alise;

la Ordinanza di demolizione n° 12/2012 (Comandante della Polizia Locale Colonnello Guglielmo Librino)

Non ancora eseguite.

 

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