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La domanda non è, come potrebbe sembrare, tendenziosa: 

Di sicuro c'é una giustizia di facciata, pubblica, che con profilo basso assolve assolve al compito di coprire l'altra, la giustizia puttana, prostituita per i i confratelli della fratellanza giudiziaria, i colleghi, in genere per i colletti bianchi e i poteri occulti;

Di sicuro c'é una giustizia per i meno abbienti e per la piccola criminalità, capace di apparire persino onesta e un'altra per i grandi criminali, quella che ad ogni sentenza ti fa rigirare le viscere dentro lo stomaco.

Di sicuro c'é una giustizia datrice di lavoro disonesta, che fa lavorare in nero persino i magistrati (per il colmo dei colmi magari anche quelli che poi devono fare le sentenze contro altri datori di lavoro che utilizzano personale pagandoli in nero).

Di sicuro c'é la giustizia milionaria, quella che paga i migliori stipendi ai propri dipendenti a fronte di risultati ai peggiori livelli dello scenario internazionale;

Di sicuro c'é la giustizia criminogena, quella che attribuisce ai giudici il potere (e la gestione dei fondi) per assegnare in proprio e a piacimento consulenze sempre agli stessi soggetti (chissà quante non si sarebbero mai dovuto fare e vengono fatte fare perchè chi le assegna si aspetta regali o mazzette dai beneficiari).

In Campania abbiamo poi una giustizia schizzofrenica, fintamente cieca, tanto ta parere in alcuni casi volutamente omissiva se non complice, è una giustizia che per gli stessi reati (diversi sono gli uomini e le Procure) porta a termine indagini e arresti e in altri proprio non le riesce.

Leggiamo in questi giorni il caso di Lettere e di Castelvolturno con  retate e decine di arresti in entrambe le vicende, con sempre al centro delle indagini gli uffici tecnici e di condono e soggetti ai quali per decine di migliaia di euro venivano rilasciate attestazioni solo in apparenza legali, ma di fatto prive dei requisiti di idoneità amministrativa.

A Casalnuovo di Napoli, benchè i fatti sonno noti alla magistratura da anni, benchè ci siano PM bene informati su reati in corso contro centinaia di famiglie e contro lo Stato, manca una magistratura capace di dire nò ai poteri occulti che la sovrastano e obbligano ad omissioni di attività obbligatorie di ufficio e lasciano la Curia di Napoli e la Augustissima Arciconfraternita SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti - il cui Primicerio oggi è nientemenoché l'ex Procuratore Generale della Repubblica Vincenzo Galgano, continuare a godere dei propri reati posti in essere nei primi anni 90 facendo edificare i secondi, e non controllando la natura di 25 appartamenti loro donati i primi, entrambi speculando su immobili la cui natura totalmente abusiva ne impedisce la circolazione nei regolari circuiti commerciali sia che si tratta di locazione che di compravendite.

Ed i reati contnuano e si aggravano, come la sottrazione di entrate alle casse dello Stato, ma anche estorsione giudiziaria al sottoscritto (e a mia moglie) che li denunciammo per non essere giudicati incauti acquirenti e per questo ci hanno fatto vittime di schiavitù giudiziaria per riavere i nostro soldi e diritti.

Oggi la truffa-estorsione è in corso presso la Corte di Appello di Napoli, II° Sez. Civ. Procedimento 2958/2011, Consigliere Istruttore la giudice Piscitiello Alessandra, nel quale procedimento - senza che la Corte nulla eccepisse, già sono stati tante le deviazioni e i tentativi in corso di indurre i giudici in errore, arrivando questi a eludere due domande di ricorso al giudice penale con querele di FALSO IN CORSO DI CAUSA da noi presentate (la seconda ingiustamente registrata come richiesta per via incidentale mentre era per via PRINCIPALE, chiedendo l'accertamento su un atto (dei 135 rogitati) la cui pratica di condono -  comune a tutti gli atti - i responsabili dell'Ufficio Condono, avrebbero dovuta obbligatoriamente negarla nel 1996 (atti depositati) ma dei quali la Corte non pare tenerne conto, arrivando a nominare nuove inutili CTU mentre i fatti sono cristallizzati al mancato adempimento della società alla prima richiesta di integrazione.

E valga il vero!

Manca, da tempo, nel mio caso almeno da 14 anni, una giustizia offesa se magistratii,  denunciati e sputtanati nei propri reati (oggi con i social riesce molto bene pubblicare persino le prove dei loro reati).

In altre parola manca una giustizia orgogliosa di mostrarsi onesta che, inorridendosi, orripilandosi, espella dal proprio corpo le cellule tumorali.

Manca una giustizia desiderosa di albergare in un corpo sano e che tiene circolo non solo i pubblicamente denunciati (per i quali i processi restano un miraggio) ma anche magistrati che - quando non iscritti a logge massoniche (dove si incontrano e tutelano l'un l'altro con (anche, vedasi relazione Bindi alla Commissione Antimafia) "asseverati mafiosi o n'dranghetisti", reciprocamente dichiarandosi rispettosi di altre leggi e altri tribunali rispetto a quello a noi imposti dalla Costituzione per una legge "EGUALE PER TUTTI" -  delinquono in avventizie assoziazioni a delinquere tra avvocati e loro assistiti, firmando di tutto e di più, che tanto nessuno li contesta.

Per questo, per favore, non ditemi che la giustizia è una, perchè in tal caso altro non può essere che tutto questo insieme e non c'é più niente da salvare!

Luigi Iovino

...

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