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Vicenda collegata ai reati in ns danno in conseguenza della riapertura dei termini del Condono deciso presso la Regione Campania a fine luglio 2014.

Il 1 Agosto scorso i media nazionali diedero la notizia che la Regione Campania, per ovviare a una disparità di diritti causata dalla “gestione Bassolino” nel non far estendere anche ai Campani condoni precedenti, aveva riaperto i termini di completamento e definizione delle istanze presentate ai sensi delle leggi 1985 e 724/94. Questo il sunto del provvedimento

“Il Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro ha approvato un maxi emendamento che riapre i termini per il condono edilizio. Secondo la nuova normativa contenuta nel Collegato alla legge finanziaria 2014, infatti, viene prorogata la scadenza del 31 dicembre 2006 (prevista dalla legge regionale n.10/2004) entro cui i Comuni potevano esaminare pratiche relative a vecchi condoni (47/85 e 724/94), al 31 dicembre 2015. In questo modo, sarà legalmente possibile sbloccare pratiche di condono relative al 1985 e al 1994 depositate presso i Comuni e finora mai esaminate.”

 

Siccome stiamo contestando da allora la presentazione illegittima di istanze con la legge 724/94, che dipendenti del Comune e presentatori malintenzionati potrebbero in qualche modo far apparire in vigore riesumandole con artifici amministrativi, mi sono ricordato di una “stranezza” collegata alla presentazione delle istanze in contestando, ancora oggetto di manipolazioni da parte di responsabili dell’Ufficio Condoni presso il Comune di Casalnuovo di Napoli e della società di costruzioni.  

Si tratta di una vicenda nella vicenda che ci vede vittime di truffa, frodi processuali ed estorsione in corso.

Il fatto è accaduto tra il 28 febbraio e il 1° marzo 1995 tra il responsabile della società Del vecchio Costruzioni S.p.A. e il responsabile della registrazione delle istanza di condono, tra i quali evidentemente si stabilì un patto illecito, per consentire alla società del Vecchio di poter affermare successivamente di avere depositato una istanza integrativa alla n. 1947 del 28.02.95 registrata al protocollo Generale delle richieste di Condono al n° 9451

Vedi istanza n. 1947:  http://www.dirittiviolati.it/new_attach/07_Ist_Cond_28_02_95_9451.pdf

L’ 1.03.1995, ossia poche ore dopo aver depositato la prima istanza, - ma senza integrare alcunché (vedi link allegati) - il responsabile della società depositò una nuova istanza che venne registrata al n° 2780 con numero di protocollo generale n° 10503

Vedi istanza n. 2780:   http://www.dirittiviolati.it/new_attach/08_Ist_Cond_1_03_95_10503.pdf

- cioè come se tra l’una e l’altra avessero registrato altre 1052 pratiche (cosa impossibile in poche ore lavorative) per cui, volendo escludere miracoli, c’è stato sicuramente un illecito realizzato per conseguirne altri, sia per la società, sia per il responsabile della registrazione, che si trovò con un tesoro di 1052 protocolli di condono da gestire[1]

Chiaramente, non essendoci fino ad ora alcuna possibilità per i responsabili dell’illecito di avvantaggiarsi di quanto all’epoca procurato, viste anche le mancate risposte del Comune a sollecitazioni da me ivi protocollate per suscitare chiarimenti in tal senso, le avevo messo nel dimenticatoio, ma essendo ora divenuti quei protocolli “utilizzabili” magari anche per rappresentare l’esistenza di altre istanze di condono afferenti gli abusi da me denunciati, è divenuta pressante l’urgenza che le autorità accertino l’illecito e ne impediscano il completamento con la punizione del o dei colpevoli.

Il tutto va ad agire in un quadro di collusione di una molteplicità di persone, alcune per continuare a sviare la giustizia e l’Amministrazione Pubblica di Casalnuovo dal poter pretendere i propri diritti, altri per continuare a conseguire arricchimenti illeciti, che ha già visto cristallizzarsi in totale abusività gli illeciti edilizi riguardanti un enorme complesso abusivo in via Strettola, parco delle Ginestre, un altro edificio esterno (ricompreso nell’ordinanza di demolizione n. 12 del 5 marzo 2012 e nel diniego del condono prot. 33249 del 26.07.2011, provvedimento contro i quali, grazie alle omesse denunce del responsabile del servizio e alla richiesta di Appello presentata senza averne reale diritto dal responsabile della società (in virtù del quale presso il T.A.R. Campania si è instaurato ed è in attesa di fissazione dell’udienza il giudizio Amministrativo R.G. n° 201106672) dalla cui pronuncia in favore i responsabili degli illeciti potrebbero avvantaggiarsi per far decadere il diniego e l’ordinanza di demolizione e poi usarla per attestare il falso (ma con un provvedimento che avrebbe forza di giudicato) nei procedimenti civili da me intentati e tutt’ora in svolgimento (non senza essere stati inseminati da atti ed attestazioni inveritiere o sviamenti processuali) R.G. n° 2958/2011 presso la II Sez. Civ. Trib.le di Napoli, e R.G. n° 1825/2012 presso la IV Sez. Civile Giudice Monocratico presso il Tribunale di Napoli.

Occorre dunque accertare quale effettivo uso illecito è stato fatto dei 1052 protocolli “saltati” all’epoca delle presentazioni delle istanze in oggetto e, se sono state commerciate e chi, da una parte e dall’altra, se né è avvantaggiato in danno dell’Amministrazione Pubblica locale.

Luigi Iovino


[1] Artifici che in altre occasioni accertate dalla Autorità (ad esempio nel caso di indagini presso il Comune di Giugliano in Campania pochi anni) erano servite per far apparire regolarmente presentate istanze di condono riguardanti immobili i cui abusi (realizzati in epoche recenti) si facevano risultare già esistenti anni addietro, facendoli rientrare illegalmente tra quelli condonabili.

14.09.2014 Cronologia con riferimenti oggettivi su frode processuale in corso.

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