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Quadro di insieme ingrandibile a piacimento

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Napoli: dal 12 luglio ‘95, una S.p.A.[1], che grazie ai proprietari di un suolo agricolo in via Strettola Casalnuovo (NA) [2]  e concessioni edilizie apparentemente regolari, costruì un complesso residenziale di 288 unità immobiliari totalmente abusive[3] (1/3 restati ai proprietari terrieri che li misero locarono benché afflitti da radicale illegittimità), iniziò a trasferire gli appartamenti con rogiti notarili[4]

Nessuno degli acquirenti (già come noi truffati dal ‘93 alla sottoscrizione dei preliminari in C.so Vittorio Emanuele 130 (NA)) si accorse dell’inganno che a noi risultò evidente quando ci chiamarono al rogito. Dovemmo addirittura fermare il notaio mentre leggeva, opponendoci alla firma, in quanto, non solo mancavano documenti essenziali a garantire la validità di una istanza di condono del cui deposito eravamo all’oscuro[5], ma c’erano anche altri palmari motivi di nullità del rogito che il notaio non poteva non sapere tali[6].

La venditrice cercò di tacitare i ns sospetti con promesse di documentare poi non mantenute, e quando comprese che volevamo lo scioglimento del preliminare per loro colpa, passò alle minacce.

Solo da poco abbiamo capito che non essendo abusivo solo l’appartamento a noi destinato le nostre denunce mettevano a rischio il loro disegno criminale miliardario ancora da completare.

Malconsigliati dal nostro primo legale[7] adimmo un Arbitrato (previsto nel preliminare) mentre avremmo dovuto contestarne la validità per malafede e totale diversità della cosa promessa in vendita.

Senza saperlo eravamo diventati  prigionieri di una rete criminale tessuta intorno a noi.

Nell’Arbitrato, per il cui inizio da inizio ‘96 ci portarono al 1 ottobre ’97 l’amministratrice[8], che intanto aveva fatto altri reati in danno dell’A.P. locale con complicità di personale deviato[9], diede mandato al suo legale[10], poi con altri autore di frode processuale e estorsione aggravata e continuata[11], e al direttore lavori dell’epoca[12], di opporsi con ogni mezzo alle ns richieste.

Il Giudizio si svolse in spregio alla deontologia professionale degli avvocati[13] in casa del Presidente[14], nel cui silenzio sommato a quello del ns difensore ci fu negata una C.T.U..

Ancora oggi, 21.07.014, per aver ripristinata la situazione di fatto e di riritto vantata prima della sentenza n° 309/04 (Cass. R.G.n. 7632/2011) siamo costretti a controbattere una lite temeraria che mai avrebbe avuto successo senza l’errore del giudice di 1° grado e l’estorsione impostaci con l’esecuzione della stessa, dopo un procedimento viziato da falsità materiale ed ideologica della parte, omissioni e falsa relazione del C.T.U. e un Appello nel quale non sono mancati contributi documentali creati ad arte da un responsabile dell’Amministrazione Pubblica di Casalnuovo, nel


 [1] Del Vecchio Costruzioni S.p.A, all'epoca con sede in Napoli, Corso Vittorio Emanuele 130, Presieduta dall'ex presidente del Napoli Calcio, oggi condannato per il crac della società e indagato per associazione per delinquere con la ex moglie Patrizia Boldoni, all'epoca amministratrice della società e poi diventata nostra perseguitrice e estorsore con altri.

 [3] 26.07.2011 Demolizione/sequestro immobili via Strettola (inattuato al 06.07.014)

 [4] Essendo stata presentata in spregio alla legge 724/94 per diversi sostanziali ed insormontabili motivi, tutti gli atti nei quali compare la istanza di condono n° 2780 presentata il 1 marzo 1995 presso l'Ufficio dondoni del Comune di Casalnuovo di Napoli, prot. Generale n° 10503 sono NULLI.

 [5] La società, da quando ci eravamo accordati nel preliminare, 23.07.1993 a quando ci chiamò al rogito, aveva sempre dichiarato di star costruendo in conformità alla C.E. n° 133 del 21.12.1990 e che eventuali lievi difformità finali le avrebbe sanate con una variante conclusiva. - Invece già stava costruendo in totele difformità con abusi di entità tale da non poter neanche essere condonati. Infatti non ha mai presentato un condono valido, anche se a tutt'oggi sostiene di averlo fatto, grazier a dipendenti deviati al Comune di Casalnuovo, Amministratori della stessa Amministrazione Pubblica complici e magistrati e avvocati indegni di portare la toga che starebbero meglio in carcere!

 [6] Senza un notaio delinquente, come lo è stato il notaio Nicola Capuano, la soc. Del Vecchio Costruzioni ne avrebbe dovuto trovare un'altro, altrimenti nessun notaio onesto avrebe consentito quei rogiti, viziati nella forma e nella sostanza.

 [7] Vincenzo Giordano, il nostro primo legale di fiducia, nel nostro caso di vendette alla nostra controparte, non sappiamo se per soldi o altra utilità o per paura!

 [8] Patrizia Boldoni, nata a Napoli il 27.12.1950, da quando seppe che avevamo scoperto la truffa e che volevamo i soldi indietro si è eclissata, come fanno tuitti i ladri e vigliacchi quando vengono colti con le mani nel sacco, e da allora è sempre stata dietro gli avvocati procurando che ci mettessero in mezzo alla strada, senza i nostri soldi e senza speranze di giustizia per i tanti sviamenti giudiziari imposti dai suoi avvocati e teste di legno e favoriti dalla sospetta incapacitàità di diversi magistrati!

 [9] I responsabili dell'U.T.C. locale e in particolare il responsabile del servizio condoni-Antiabusivismo hanno gravissime colpe per reati e danni nei confronti dell'Amministrazione Pubblica locale e di oltre 100 famiglie, tra le quali la mia.

 [10] Roberto Morante, avvocato per la S.p.A. Del Vecchio Costruzioni, si è reso autore di vari tentativi di sviamento dell'Arbitrato, del primo e del secondo grado e anche presso la Suprema corte di Cassazione, lasciando testimonianze e confessioni giudiziali delle sue frodi e falsità ideologiche e materiali ovunque, con la complicità di procuratori in giudizio di Patrizia Boldoni, poi supportate anch da falsità del C.T.U. Santo Flagiello e del giudice di 1° grado Mauro Criscuolo!

 [11] L'estorsione, che ci fu minacciata nel 1995 se non procedavamo al rogito, che rifutammo in quanto ci esponeva all'aggravarsi della truffa con altri oltre 95 milioni di lire di spese per una casa che si prospettava (come poggi è stato accertato) totalmente abusiva, quindi di nessun valore commerciale, ci fu imposta dopo che ottennero la sentenza 309/04 grazie al reato del giudice Criscuolo, posto in essere nella consapevolezza che per combatterlo avremmo dovuto lottare per decenni e forse abbandonare la lotta per esaurimento economico, fisico e psicologico.

 [12] Il direttore dei lavori nel 1995 era l'Ing. Gennaro Fiorillo che fece anche da testimone complice, prima di lui avevano diretto il cantiere abusivo l'Ing. Ciro Carboni e Caludio Zarulli, che non potevano non sapere dell'abusività dell'intero compelsso edilizio e di quant'altro realizzato in rpegio alle leggi.

 [13] Tra le regole base per lo svolgimento degli Arbitrati c'é quella che i legali di fiducia non possono fare contemporaneamente anche gli Arbitri, a tutela della legittimità del cotraddittorio. Purtroppo allora eravamo all'oscuro e ci facemmo convincere dal nostro legale che sarebbe stato una cosa per noi buona. Invece, con buona probabilità, era stato macchinato tutto per poterci imbrogliare meglio, come in effetti avvenne!

 [14] L'avvocato Pasquale Litterio, oggi molto anziano, lasciò correre troppe irregolarità nell'arbitrato, favorito dal silenzio del nostro legale ed arbitro di fiducia Vincenzo Giordano, lasciarono che l'Avv. Morante gettasse le basi per truffarci e comprimere i nostri diritti, tutt'ora a rischio!

 DENUNCE COLLEGATE:

Avviso a a Avv. Ferdinando Scotto della illegittimità delle pretese del suo cliente verso il Comune di Casalnuovo di Napoli nel pretendere l'annullamento del Diniego al Condono del 26.07.2012

Avviso a Avv. Roberto Morante con diffida a proseguire frode processuale ed estorsione, purtroppo inascoltato

Avviso Avvocato Danilo Aita, difensore S.P.A. Del Vecchio Costruzioni di pretese di tutela illegittime del cliente...

Procedimenti a rischio:

Giudizio Civile a rischio presso la II Sez. Civ. Corte di Appello di Napoli - Giudice Dott.ssa Piscitiello

Giudizio civile in I° grado presso la IV Sez. Penale Tribunale di Napoli n° 1825/2012

 

 

 

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